E poi mi sento cosi Piena, cosi piena di ciò che solo il vuoto ti da dare: niente.
Mi sento cosi piena di niente che potrei scoppiare.
Dio, quanto ti amo. Dio, quanto sono piena di te. Il mio cervello pensa solo di te. Il mio cuore batte solo per te.
Io per te non esisto, sono 3 anni che piango la notte per te ma a te non importa.
E mi sento cosi sola cazzo.
Mi sento cosi sola che lo stomaco mi si attorciglia e mi viene il groppo in gola.
Mi sento talmente sola che ho bisogno di non pensare, mai.
E per non pensare c'è solo una soluzione: lei.
Non dormo la notte, ho delle occhiaie che mi fanno venire i brividi. Delle borse sotto gli occhi che la Garnier sborserebbe miliardi per avermi come cavia delle sue cremine del cazzo.
La mia pelle e le mie mani sono cosi vecchie, cosi spente, cosi morte.
Ti prego escimi dalla testa.
Non è possibile che tutte le volte che cerco di andare avanti, di voltare pagina, quando sono pronta a ricominciare e mi sento abbastanza forte per riuscirci tu ritorni. Tu fai la tua fottuta apparizione, anche di pochi secondi, anche di un solo secondo, e io vado in tilt.
Nessuno mi capisce, non riescono a comprendere come sto.
Devo ricominciare.
Mia madre ha capito molte, troppe cose e mi fa cambiare vita. Di nuovo.
Nuova classe, nuovi amici, nuovo tutto.
E tu sparirai col vecchiume, con tutta quella merda che mi fa compagnia ogni giorno.
Solo Lei resta, Lei non se ne va, io ho bisogno di Lei.
Perché troppo spesso tenere a lungo il cervello in modalità on mi ammazza.
Ammazza me e i miei neuroni.
Quindi tantovale che me li ammazzi Lei.
mercoledì 23 novembre 2011
sabato 29 ottobre 2011
Mia madre mi supplica di uccidermi
Ho toccato il fondo
Lei che mi ha dato la vita mi supplica, mi chiede perfavore di uccidermi
Calma come se stesse chiedendomi di passarle il sale
Dopo che ho sentito queste parole, da quando le sono uscite di bocca la mia vita non ha più un senso, nemmeno quel poco che ne era rimasto
Tutto quello che posso dirle è va bene
Va bene mamma, stasera Virginia all'età di 17 anni morirà
Prenderò tanta di quell'eroina in vena da morirci
Te lo prometto
Lei che mi ha dato la vita mi supplica, mi chiede perfavore di uccidermi
Calma come se stesse chiedendomi di passarle il sale
Dopo che ho sentito queste parole, da quando le sono uscite di bocca la mia vita non ha più un senso, nemmeno quel poco che ne era rimasto
Tutto quello che posso dirle è va bene
Va bene mamma, stasera Virginia all'età di 17 anni morirà
Prenderò tanta di quell'eroina in vena da morirci
Te lo prometto
domenica 23 ottobre 2011
Gioventù bruciata
Siamo fregati, spacciati, fottuti.
Siamo la generazione che il sabato sera se non trova l'md va in paranoia.
Siamo la generazione della fame chimica e delle notti brave.
Siamo la generazione senza più moralità: faccio quello che voglio IO, decido IO, le regole le stabilisco IO.
Anarchia più totale.
Non esiste il bene e il male, il giusto o sbagliato, le cose da fare o da evitare.
Siamo così vuoti dentro tanto quanto siamo pieni di cose inutili fuori: trucchi, soldi, vestiti firmati, macchine belle.
Crediamo di essere felici ma non lo siamo affatto, siamo la generazione più triste che sia mai esistita.
I nostri discorsi sono: sesso, droga, droga, sesso.
Ci crediamo onnipotenti, invincibili, fortissimi; non lo siamo.
Giochiamo con le nostre vite talmente ci fanno schifo; diciamo di farlo perché sappiamo di vincere, ma non è così. Siamo insoddisfatti, infelici, mancanti di qualcosa.
Non conosciamo l'amore nè vogliamo conoscerlo: è da sfigati, noi abbiamo altro: droga, soldi, ragazzi e ragazze bellissimi per una scopata e via.
Non abbiamo limiti, quelli che ci diamo li superiamo fregandocene.
Soffriamo e ce ne vergognamo; nascondiamo il nostro dolore dietro ad una striscia di cocaina o ad una pastiglietta sorridente.
Non abbiamo valori, obiettivi o sogni.
Siamo come delle uova svuotate: è rimasto solo il guscio che, fragilissimo, è pronto a rompersi in mille pezzi.
So che devo fermarmi ma non riesco, non posso, non voglio.
Siamo la generazione che il sabato sera se non trova l'md va in paranoia.
Siamo la generazione della fame chimica e delle notti brave.
Siamo la generazione senza più moralità: faccio quello che voglio IO, decido IO, le regole le stabilisco IO.
Anarchia più totale.
Non esiste il bene e il male, il giusto o sbagliato, le cose da fare o da evitare.
Siamo così vuoti dentro tanto quanto siamo pieni di cose inutili fuori: trucchi, soldi, vestiti firmati, macchine belle.
Crediamo di essere felici ma non lo siamo affatto, siamo la generazione più triste che sia mai esistita.
I nostri discorsi sono: sesso, droga, droga, sesso.
Ci crediamo onnipotenti, invincibili, fortissimi; non lo siamo.
Giochiamo con le nostre vite talmente ci fanno schifo; diciamo di farlo perché sappiamo di vincere, ma non è così. Siamo insoddisfatti, infelici, mancanti di qualcosa.
Non conosciamo l'amore nè vogliamo conoscerlo: è da sfigati, noi abbiamo altro: droga, soldi, ragazzi e ragazze bellissimi per una scopata e via.
Non abbiamo limiti, quelli che ci diamo li superiamo fregandocene.
Soffriamo e ce ne vergognamo; nascondiamo il nostro dolore dietro ad una striscia di cocaina o ad una pastiglietta sorridente.
Non abbiamo valori, obiettivi o sogni.
Siamo come delle uova svuotate: è rimasto solo il guscio che, fragilissimo, è pronto a rompersi in mille pezzi.
So che devo fermarmi ma non riesco, non posso, non voglio.
domenica 9 ottobre 2011
Benvenuta nel tunnel della droga Virginia, il viaggio sarà sicuramente uno spasso. Non è garantito il ritorno, però.
Ormai va così, ogni giorno è uguale all'altro.
Mi sveglio, mi trucco, esco di casa, mi fumo una canna prima di entrare in classe, ne fumo un'altra all'intervallo, un'altra all'uscita e un numero indefinito il pomeriggio e la sera.
Il weekend vado a ballare, mi ammazzo di canne e a seconda della serata scelgo se:
- pippare cocaina
- pippare md
- bere md
- devastarmi di keta
Il giorno dopo sto ovviamente una merda, depressa, stanca e incazzata cime pochi, ma il sabato seguente si ripete la stessa storia.
Ci lascerò le penne? Onestamente non ne ne importa così tanto da smettere.
Mi rovino con le mie mani, come sempre.
Ma questa volta amo rovinarmi, non ho mai sofferto così bene
Mi sveglio, mi trucco, esco di casa, mi fumo una canna prima di entrare in classe, ne fumo un'altra all'intervallo, un'altra all'uscita e un numero indefinito il pomeriggio e la sera.
Il weekend vado a ballare, mi ammazzo di canne e a seconda della serata scelgo se:
- pippare cocaina
- pippare md
- bere md
- devastarmi di keta
Il giorno dopo sto ovviamente una merda, depressa, stanca e incazzata cime pochi, ma il sabato seguente si ripete la stessa storia.
Ci lascerò le penne? Onestamente non ne ne importa così tanto da smettere.
Mi rovino con le mie mani, come sempre.
Ma questa volta amo rovinarmi, non ho mai sofferto così bene
venerdì 29 luglio 2011
impazzisco ad avere intorno solo modelle bellissime e perfette
sto impazzendo.
vorrei uccidermi, spezzarmi, ridurmi in tanti piccoli pezzettini.
LORO sono belle, perfette.
alte nel loro metro e ottantacinque, perfette nei loro jeans 38/40 che su di loro sembrano una 34,
hanno la pelle perfetta, sono ammirate e corteggiate da tutti
e io devo sempre uscire con loro, sono le mie amiche.
persone stupende, ma io muoio
io, nel mio metro e settantacinque
io nella mia 40 che sembra una 52
io con la mia pelle orribile e il trucco che non sta mai come dovrebbe
io rosico
mi mangio il fegato
mi odio
sto impazzendo e mangio
poi mi prende il senso di colpa, bevo e vado sul cesso
ma qualcosa mi rimane nello stomaco, quelle calorie di merda stanno lì
e io vorrei solo scomparire, lo voglio ancora di più
sabato 23 luglio 2011
Amy whinehouse RIP
sabato 9 luglio 2011
TUTTO FINISCE
ormai vivo la mia vita partendo da questo presupposto.
non metto più tutta me stessa in nulla, perchè tanto so che tutto (TUTTO!!) ha una "scadenza".
è così brutto non avere nemmeno una piccola, misera, fottutissima certezza..

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